Yogena cittasya padena vacam

malam sarirasya ca vaidyakena

yopakarottam pravaram muninam

patanjalim pranajaliranato'smi

abahu purusakaram 

sankha cakrasi dharinam

sahasra sirasam svetam

pranamami patanjalim.

 

per ascoltare l'invocazione a Patanjali, recitata da BKS Iyengar:

http://www.bksiyengar.com/modules/IYoga/sage.htm

 

AUM è il suono primordiale, un adi nada, una melodia sublime. Le tre sillabe A, U, M rappresentano l’intera gamma del suono e della creazione. Rappresentano il risveglio dal sogno e dagli stati letargici della coscienza. La mezzaluna simboleggia lo stato trascendentale.

AUM è pranava, l'alta, insuperabile lode al principio supremo, la divinità. Secondo Patanjali ciò rappresenta Isvara, la divinità “tasya vacakah pranavah”. Essendo la sorgente di tutte le energie AUM viene emesso come un auspicio di buon inizio. Nessuna attività sacra sarà completa, profonda e perfetta senza l’emissione della suprema benedizione e l’AUM è la maggiore invocazione per ottenerla. 

Come la musica è uno dei maggiori media per esprimere i sentimenti, l’amore e la devozione, così si comincia con l’AUM. La invocazione che cantiamo per prima è: 

YOGENA CITTASYA PADENA VACAM MALAM SARIRASYACA VAIDYAKENA YOPAKAROTTAM PRVARAM MUNINAM PATANJALIM PRANJALIRANATO’SMI 

Significato: Il più nobile dei saggi, Patanjali, che ci ha dato lo yoga per la serenità, la grammatica per la purezza della lingua e la medicina per la perfezione del corpo, io saluto. 

La seconda parte descrive la rappresentazione di Patanjali: 

ABAHU PURUSAKARAM SANKHA CAKRASI DHARINAM SAHASRA SIRASAM SVETAM PRANAMAMI PATANJALIM 

Significato: Io per primo onoro Patanjali la cui parte superiore ha forma umana, le cui braccia reggono una conchiglia, un disco e una spada e che è incoronato da un cobra a mille teste. Oh incarnazione di Adisesa il mio umile saluto è rivolto a te. 

Gli autori di questa invocazione sono sconosciuti. In passato non era consuetudine menzionare il nome di qualcuno come autore o scrittore. 

Comunque alcuni libri tradizionali riportano che abahu purusakaram è stato scritto dal re Bhojadeva nel 1, 100 AD, l’autore di Rajamartanda Vritti, un commentario degli Yoga Sutra.

Ogni aspetto della statua di Patanjali riporta significati complessi come le parole dei sutra. 

Quando si guarda l’idolo del saggio Patanjali si vedono le tre spire e mezzo sotto l’ombelico. Le tre spire indicano il Pranava Aum, un simbolo mistico che trasmette il concetto di Dio come generatore, organizzatore e distruttore. Lo rappresenta come onnipresente, onnipotente e onnisciente.

AUM è composto da tre sillabe: A, U, M con una mezzaluna e un punto all’apice. Le tre spire complete simbolizzano le sillabe e la mezza spira, la mezzaluna. Rappresentano anche le tre guna (qualità) di prakrti (natura), chiamate sattva, rajas e tamas (purezza, vibrazione e inerzia) un modo di aspirare allo stato trigunatita, che è lo stato trascendentale.

Il saggio Patanjali invita la nostra attenzione verso i tre tipi di afflizioni chiamate adhyatmika, adhibhautika e adhidaivika, che devono essere vinte seguendo il sentiero dello yoga. 

Le tre spire indicano che Patanjali è maestro dello Yoga, della Grammatica e dell’Ayurveda. La mezza spira indica il raggiungimento dello stato di kaivalya (emancipazione eterna). La conchiglia nella mano sinistra significa lo stato di allerta, di attenzione, di disponibilità ad affrontare gli ostacoli inevitabili nella pratica yogica. In passato la conchiglia che soffiava era un avvertimento di disastri o calamità così come oggi vengono simboleggiati dalle sirene. È anche un simbolo di jnana (conoscenza). 

Il disco nella mano destra rappresenta la distruzione dell’ignoranza con uno sforzo supremo e rappresenta un simbolo di protezione. La spada infilata in vita indica la riduzione dell’ego, dell’orgoglio o senso dell’io che è il principale ostacolo per purificarsi. È la spada di jnana per combattere a jnana (l'ignoranza). Queste tre armi sono anche indicate per controllare le fluttuazioni mentali, rimuovere gli ostacoli e sradicare le afflizioni tramite la pratica dello yoga. 

Il tettuccio sopra la testa rappresenta una sicurezza e una protezione di Adisesa, il re dei serpenti.

Questa protezione è sempre presente nel praticante, permette che si arrenda al Signore, che è rappresentato in atmanjali mudra, le mani congiunte in namaskar.

Il Bhagava- tam narra la storia della nascita di Lord Krsna. Quando Vasudeva seppe, allertato dagli dei del paradiso, che il suo ottavo figlio Krsna sarebbe stato ucciso da Kamsa, portò il piccolo Krsna da Mathura a Gokul per proteggerlo dal demone Kamsa. Il fiume Yamura era straripato a causa delle grandi piogge. A questo punto Adisesa protesse Vasudeva e l’infante Krsna costruendo una tettoia sopra di loro come ombrello e fece in modo, giunti nel mezzo del fiume, che Vasudeva potesse facilmente attraversarlo. Il signore Patanjali indica con questa tettoia che è il nostro protettore, purchè distruggiamo i diavoli nascosti dentro di noi con la spada dello Yoga, purificando noi stessi con l’attività yogica di Sadhana (pratica). 


Statua di Patanjali all’interno dell’Istituto

Le mille teste di cobra, sahasra sirasam svetam, indicano che l’idolo di Patanjali si mostra come mezzo uomo e mezzo serpente. La forma umana indica l’individualità dell’uomo dotato di intelligenza per raggiungere la meta attraverso i propri sforzi. 

Patanjali ci spinge a muoverci come un serpente, intensamente, silenziosamente e velocemente nel sentiero dello yoga e a essere un tivrasamvegin, il definitivo tipo di discepolo. Una volta compreso il significato, offrite le vostre preghiere con mente devota così che sappiate cosa il saggio Patanjali intende con tajjapah tadarthabhavanam, che significa recita le tue preghiere consapevolmente, ripetutamente, devotamente. 

Lasciatemi ora comunicarvi alcune delle qualità di Patanjali. Patanjali è immortale, con una personalità versatile, un maestro di differenti conoscenze con qualità divine. È un dharmin, virtuoso e pio nelle azioni, un tapasvin, un sannyasin e un devoto praticante. È un artista, un ballerino dotato, uno scienziato, un matematico, un astronomo, uno studioso, un fisico, uno psicologo, un biologo, un neurologo, un chirurgo, un medico dotato e un eccellente educatore. È l’incarnazione delle gloriose qualità, in sraddha,(fede) virya (vigore) e vairagya (rinuncia). 

È un esperto nel tempo psicologico e cronologico, così come nella scienza della gravità. Trascende purusartha cioè dharma, artha, kama e moksa, così come prakti (dovere religioso, scopo, desiderio, emanci- pazione, sono i quattro ordini della vita). Ha una memoria insuperabile ed è benvenuto nei confronti della natura e delle sue funzioni.Tuttavia rimane un essere puro, un perfetto siddhan, un’anima realizzata.Tutte queste qualità pervadono la vita di Patanjali. 

Queste non sono esagerazioni. I poteri menzionati nel Vibhuti Pada, riportano i vari aspetti dell’esistenza, del cosmo, del corpo, della mente e portano l’impronta della sua autentica e profonda esperienza. Lasciatemi concludere questo viaggio immortale, cari sadhaka, con un anjali, una offerta sublime. 

La fiducia in noi stessi dovrebbe crescere con la comprensione. Quando l’ego comincia a dissolversi, gli occhi cominciano a intravedere la grandezza degli insegnamenti ispirati di uno dei più originali pensatori mai vissuti. Noi siamo mortali e Patanjali è un’anima immortale. Come un fiume non può trattenere la sua identità mentre si fonde nel mare, lasciate che attraverso la nostra pratica ci fondiamo nel fiume della luce bruciante dello Yoga, tramandataci da Patanjali. 

HARI OM TAT SAT 

L’intero testo del discorso di Gita Iyengar è pubblicato su Yogadhara 

Traduzione di Anna Benassi 

Sadhana, Rivista di Iyengar Yoga – n. 4, 2007